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Posts Tagged ‘horror hindi’

MAHAKAAL

ven ,02/10/2009

mahakaal

Diretto nel 1993, a quattro mani da Shyam Ramsay e Tulsi Ramsay, Mahakaal è un film hindi che si ispira esplicitamente (a partire dalla locandina stessa del film) al mitico Nightmare Dal Profondo Della Notte, l’horror del 1984 realizzato da Wes Craven. La storia è infatti, praticamente uguale: un assassino, morto e sepolto, torna nei sogni di una giovane ragazza, Anita, per vendicarsi, uccidendola di suo padre, un poliziotto che anni prima ne ha causato la morte.

Nel video potete ammirare l’apertura del film. Già da questi 5 minuti si evince come il film non sia altro che una blanda copia che sfrutta a piene mani nell’originale!!! però devo dire che il risultato, per chi ha amato (e io sono uno di quelli) alla follia nightmare, potrebbe anche piacere. Stessa musica, una protagonista simile, stessa scena iniziale, la ricerca di dettagli che ricordano momenti praticamente uguali al film americano, tutto questo diverte e può piacere. Il difetto principale? la mancanza di cura nella direzione della fotografia, che manca di continuità tra determinate scene di raccordo e un montaggio in alcuni momenti, per niente preciso e delineato bene. Talvolta, certe scene sono state montate con accordi di angolature tra loro errate. Vabbè..che ci volete fare…

per gli amanti del baubau…desiderosi di una versione un pò esotica…..e kitsch!!!

AGYAAT

gio ,01/10/2009

agyaat

Ancora un titolo hindi per smuovere in voi la curiosità. Stavolta si tratta di un film del 2009, ovvero che più attuale non si può. Agyaat è diretto da Ram Gopal Varma, un prolifico produttore e regista cinquantenne, autore del più conosciuto e premiato (in asia prevalentemente) Bhoot. Agyaat è interpretato da Adesh Bhardwaj, Rasika Dugal e Joy Fernandes. Narra la storia di un gruppo di persone che si trovano in una misteriosa quanto pericolosissma giungla indiana dove verranno decimati da un mostro/entità che si divertirà a perseguitarli tra gli alberi e le caverne sparse qua e la.

Onestamente, questa pellicola non sembra aver riscosso molto successo di critica (beh..già dal teaser trailer possiamo capire perchè…) ma in ogni caso, sia il regista sia alcuni interpreti possono essere causa di richiamo per la visione di quest’opera. Purtroppo la fotografia non è sempre all’altezza della situazione, le ambientazioni sono totalmente monotone e noiose e pure buona parte della sceneggiatura basata su questi sfinenti inseguimenti non ha il mordente necessario per rendere il film guardabile. Tutto sommato un opera di cui possiamo fare a meno di cercare una copia da visionare.

KRISHNA COTTAGE

gio ,01/10/2009

Krishna cottage

Un omaggio al cinema hindi del nuovo millennio. Krishna Cottage non è sicuramente l’esempio migliore di questa sconfinata e inesauribile miniera di idee e soluzioni visive che è il cinema hindi contemporaneo ma sicuramente farà piacere ai fans dell’orrore che cercano opere provenienti da paesi meno “canonicamente” avvezzi all’horror. La storia verte su una coppia di innamorati che viene messa a dura prova quando un entità in grado di cambiare aspetto e forma, si presenta sotto le spoglie di un nuova compagna di università e cercherà di separare la coppia, in quanto vede nel ragazzo, la reincarnazione di un precedente amante. A complicare la vicenda e a rendere la tensione maggiore, il plot ha previsto pure l’inserimento di una seconda unità narrativa che verte attorno ad un libro maledetto conservato nell’università frequentata dai protagonisti e che si intreccerà con la trama principale.

Diretto nel 2004 da Santram Varma, interpretato da Sohail Khan, Isha Koppikar e Anita Hassandani, KC è un film ascrivibile al genere horror al 100%, ed è molto divertente cercare di scoprire a quali film occidentali si ispira per molte delle scene orrorifiche, che seminano l’opera dall’inizio alla fine. Varma è un debuttante che strizza, davvero molto bene, l’occhio all’occidente e lo fa pescando nel mare magnum della cinematografia horror, e tirando su qualche titolo come “l’esorcista”, “la casa” e pure un certo modus operandi, tipico degli ultimi anni, con movimenti di camera veloci, angolature inusuali e un uso della fotografia talvolta spinto e innaturale.

Se si supera lo scoglio di una cultura differente e per certi versi, stridente con il nostro approccio al linguaggio filmico occidentale, se si decide di apprezzare le scelte cromatiche, le musiche, e le situazioni talvolta così lontane dalle nostre e se si va oltre la difficoltà di elaborare un meltin’pot tra cultura occidentale e cultura orientale che spesso Bollywood propone, allora questo film va assolutamente guardato.