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RAVENNA NIGHTMARE FILM FESTIVAL 2009 PARTE 1

sab ,31/10/2009

Con questo post, facciamo il punto sul Festival di Ravenna, che sembra con questa edizione, aver confermato quanto già ci aspettavamo, ovvero la leadership italiana in fatto di festival a tematica horror. Cominciato il 27 ottobre, il ravenna nightmare finisce oggi, 31 ottobre, ovviamente. Molti i film da segnalare, di alcuni abbiamo già parlato, come del bel film di Tom Six, The Human Centipede, accompagnato al festival pure dal regista stesso.

Di altri cogliamo adesso occasione di parlare, così come di esplorare meglio il festival. Organizzato da Alberto Achilli, per l’Ufficio Attività Cinematografiche del Comune di Ravenna e da Franco Calandrini, che si è occupato della direzione artistica, la rassegna cinematografica ha visto contributi importanti, quali la regione Emilia-Romagna, il Ministero per i Beni e le Attvità Culturali e Enipower, che ha sponsorizzato l’evento.

Calandrini, oltrechè scrittore (Io non so fare niente, 2008, ed. Giovane Holden Edizioni) è stato fondatore del Ravenna Nightmare e dell’Imola Film Festiva, giunto quest’anno alla 16ima edizione, e direi che pure quest’anno ha fatto un ottimo lavoro, e questo è dimostrato dalla selezione dei film in rassegna; titoli interessanti e in molti casi per niente scontati.

Qua parleremo brevemente di alcune opere: Dark House, Barbe Bleu e Death of the Virgin.

Dark House, diretto da Darin Scott è una pellicola che presenta il tema della casa infestata, questa volta sede di un terribile massacro di bambini nel passato che adesso viene trasformata in una attrazione ludica, alla disneyland per intenderci, con tanto di effetti speciali che simulano fantasmi e mostri. Ma qualcosa non va per il verso giusto e i fantasmi forse non sono solo proiezioni olografiche ma piuttosto reali ectoplasmi piuttosto arrabbiati e vendicativi. Nel cast si annovera la presenza di Jeffrey Combs (Re-Animator). Il film purtroppo non funziona completamente. A partire dal tema, piuttosto poco originale, che si inserisce in un filone degli ultimi anni, quello delle case infestate e in cui i protagonisti sembrano capitare per sfida, per gioco, per vendetta e non poterne uscire liberamente. Cito Il mistero della casa sulla collina, del 1999, remake del bel film del 1959, La casa dei fantasmi, con Vincent Price; ma potrei pure citare i 13 spettri, di Steve Beck, 2001. Questa pellicola, ha diversi punti deboli: la recitazione di molti comprimari non è credibile, la fotografia è molto asettica, impersonale e in alcuni casi pure improbabile, gli effetti speciali sono troppo effetti speciali, rendendo l’atmosfera del film poco coinvolgente. Detto questo, il film è divertente e merita una visione. Non aspettatevi però risultati eclatanti.

Per quanto riguarda Barbe Bleu, opera della controversa regista francese Catherine Breillat, autrice di Romance e di altre pellicole spesso spiccatamente forti in termini di contenuti espliciti, siamo di fronte ad un adattamento della classica storia, per altro già portata sullo schermo nei decenni precedenti. Il protagonista è interpretato da Dominique Thomas e la storia si svolge secondo una sceneggiatura classica, che da ampio risalto ai dialoghi e ai contenuti, evitando virtuosismi di camera o movimenti di macchina dal carattere espressivo. La regista, predilige una rappresentazione più attenta alla storia che alla forma. Poco suspence, diverse scene crude, ma mai esagerazioni da horror splatter. Siamo comunque ben lontani dal genere.

Infine, per quanto riguarda Death of a Virgin, di Joseph Tito, che vede in pista, accanto ai protagonisti, niente meno che l’italiana Maria Grazie Cucinotta, siamo finalmente catapultati in una storia dal sapore horror. May, una giovane donna che decide di prendere i voti, dopo un passato pieno di orrore e morte, comincia a essere perseguitata da visioni di omicidi e strani accadimenti, che la porteranno ad indagare per capire che sta succedendo intorno a lei. Qua l’elemento nuovo e originale è l’ancoraggio che viene fatto all’opera di Caravaggio, che sarebbe fonte ispiratrice dei delitti che perseguitano la protagonista. Fotografia da videoclip, un certo manierismo di forma, e una recitazione non sempre eccezionale, sono gli ingredienti principali di questa pellicola che consiglio comunque agli amanti dell’horror. Un certo sapore retrò che rimanda al cinema di fulci, bava e gli altri grandi italiani, è possibile da rivedere per contenuti, delitti e alcune scenografie utilizzate.