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JEAN ROLLIN – 1

Nato nel 1938, Jean Michel Rollin Le Gentil è un regista francese (Neuilly Sur Seine) che si è dedicato per gran parte della sua carriera a pellicole che trattano di vampiri. In particolare si potrebbero definire dei film sui vampiri con una forte connotazione erotica, mai esageratamente esplicita. Un montaggio che predilige un andamento lento, onirico, talvolta anche troppo, e una scenografia spesso scarna, povera ma comunque in grado di aumentare la visionarietà delle immagini proposte.

Viene ricordato anche per essere un precursore francese: realizza il primo film sui vampiri della Francia,  “Le Viol du Vampire”, 1968, il primo film gore francese, “Le raisins de la mort”, 1978 e pure il primato di essere tra i precursori del genere Hard Core, in Francia. Influenzato dal cinema espressionista tedesco, Rollin confeziona dei film dove il macabro si mescola a una ricerca poetica visiva, dove il bizzarro si contrappone alla bellezza e alla sensualità femminile che caratterizza in particolare le protagoniste dei film.

le frisson des vampires, 1970

Ricorre spesso a musiche scarne, semplici, quasi imprecettibili, e a dialoghi ridotti ai minimi termini. Per questo,il linguaggio filmico di Rollin, non è assolutamente diretto alla massa, la sua ricerca visiva non strizza l’occhio allo spettatore facile. La popolarità di conseguenza, delle sue opere, ha stentato a prendere il volo, così che in Italia è ancora semi-sconosciuto. Probabilmente la sua opera più nota resta “Violenza ad una vergine nella terra dei morti-viventi” (titolo originale “le frisson de vampires”), del 1970. Un opera distribuita in Italia, con Sandra Julien e Jean-Marie Durand. Un film, con un velato (mica tanto!) accenno erotico (come si evince dalla foto di scena), che al di là del pessimo titolo italiano che ha avuto si rivela per essere un opera un pò strana, trasognante ma comunque da dover conoscere.

le frisson de vampires A dover di cronaca, devo ricordare che la critica francese non ha apprezzato molto le sue opere, così come pure il pubblico. Fu coniato addirittura il termine di “Rollinade” per intendere prorpio questa sua cifra stilistica precisa, composta da caratteristiche precise, la povertà dei mezzi, la forte connotazione amatoriale, e soprattutto il non-senso che scaturisce fuori.n La sua volontà di mescolare l’erotismo a scene e uno stile più artistico non trova molto consenso e in parte questo fallimento è la causa che lo porterà negli anni settanta al cinema hard-core. Questa parte della produzione filmica di Rollin va avanti fino alla fine degli anni 80. Nonostante tutto, continua a girare film horror e nel 1978, sul set di Les Raisins de la mort, conosce un attrice che diventerà una specie di musa-feticcio, sempre più presente nelle opere successive e che riuscirà ad attirare sia il pubblico che la critica verso un ripensamento sull’opera del regista. Si tratta di Brigitte Lahaie.

Les Raisins de la morte, di cui potete vedere il trailer

racconta la storia di una donna che scopre che nei pesticidi usati per le coltivazioni della vite, è presente un elemento chimico in grado di rendere gli uomini dei terribili zombie killers.
Il film ha avuto una buona distribuzione nel mondo. E rimane sicuramente tra le sue opere più conosciute.