LARRY COHEN
Lawrence Cohen, detto larry, nasce nel 1938 a Kingston, per poi trasferirsi a New York presto e laurearsi nel 1963 alla City College of New York. Subito dopo comincio a scrivere sceneggiature per la televisione e partecipò a produzioni televisive come Gli Invasori o Il Fuggiasco. Debutta nel 1972, dietro la macchina da presa, con la commedia Bone.
Nei primi anni settanta, contattato dalla American International Pictures, specializzata nel cinema di genere (horror, thriller e blaxploitation) realizza in veste di regista due film blaxploitation, Black Ceaser e Hell Up in Harlem, entrambi del 1973.

Sopratutto Black Ceaser, fu un buon successo commerciale, che avrebbe permesso a Cohen di continuare senza problemi l’attività, cosa che lo condusse però a cambiare completamente genere e virare sull’horror, realizzando la sua opera più famosa, tanto controversa quanto piena di critiche alla società americana, al concetto di famiglia e all’aborto. Il film ebbe un incredibile successo. Vince nel 1975 il premio speciale al festival del cinema fantastico di Avoriaz. La musica fu affidata al grande Bernard Hermann. Il film produsse a sua volta due seguiti, sempre diretti da Cohen, anche se qualitativamente inferiori. Nel 1978, it’s alive again e nel 1987 “the island of the alive”. Nel frattempo nel 1976 dirige il controverso “God Told Me To”, prodotto da Roger Corman, ma che a causa del contenuto critico verso la religione cattolica, ebbe problemi non indifferenti nella distribuzione.
Nel 1977 è la volta di “The Private Files of J. Edgar Hoover” opera biografica, sul più grande direttore dei servizi segreti americani. Nel 1981 dirige “Full Moon High” e “See China and Die”, nel 1982 è la volta di Q, da noi tradotto come Il Serpente Alato, un film davvero minore che fa uso della Stop Motion, per l’animazione di questo mostro alato.
Poi è la volta di alcuni thriller, Special Effects e Perfect Strangers, entrambi del 1984. Mentre nel 1985 dirige un opera strana, un pò “goffa”, dal taglio televisivo e che non ha lasciato particolarmente il segno. “The Stuff”, che racconta di un gelato capace di rendere gli uomini una sorta di zombies. La pellicola è una nuova e chiara metafora critica del consumismo americano, specialmente nell’epoca del suo maggiore sviluppo, quella dei grandi supermercati, con confezioni da 40 persone per qualsiasi prodotto, che sia latte o cornflakes o chissà altro…

Negli anni successivi dirige un nuovo horror, dal sapore televisivo, A Return to Salem’s Lot (1987), poi Deadly Illusion (1987) e Wicked Stepmother (1989). Nel 1990 dirige The Ambulance e poi è la volta di Good as Dead, nel 1995, per la televisione. Infine nel 1996 dirige un nuovo film blaxploitation, Original Gangstas (1996) con Pam Grier, attrice feticcio, tornata alla ribalta con Tarantino in Jackie Brown.
Nel 2006 dopo diverso tempo, assente dalla regia, torna con il primo episodio di Masters of Horror, Pick Me Up. Il mediometraggio racconta la sfida tra due serial killer, un autostoppista e un camionista, e la scia di sangue e vittime che i due lasciano nel cacciarsi a vicenda. Molto si è detto sugli episodi di Masters of Horror e questo forse non è il più interessante ma vale la pena vedere un film di cohen databile al nuovo millennio. Cohen si è comunque sempre distinto da molti colleghi ed epigoni, per un certo stile nei suoi horror, inteso come volontà di mostrare una critica sociale all’america di oggi, ai valori consumistici e alla realtà del concetto di famiglia. Per questo, pur non avendo dalla sua una poetica filmica forte e reggendo su poche trovate virtuosistiche, tra cui la soggettiva famosa del mostro di Baby Killer, Cohen resta un regista fondamentale nello sviluppo del cinema horror contemporaneo. Per questo merita di essere ricordato ancora oggi.
Inoltre accando alla regia, si è occupato di sceneggiare molti horror (MANIAC COP, il più importante e decisivo) e thriller, tra cui Cellular e Captivity.

