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FRANK HENENLOTTER

Nato a New York, nel 1950, Henenlotter è un regista poco prolifico che ha abbracciato il genere horror, regalandoci alcuni piccoli cult-movie come Basketcase e Brain Damage. Il vero esordio dietro la pellicola è datato 1982, proprio con il film Basket Case, la storia di due gemelli siamesi un pò speciali, perchè uno dei due è in realtà un orribile escrescenza putrida mentre l’altro è un bel ragazzo sportivo e apparentemente mentalmente sano. I due gemelli, verranno separati da un equipe di dottori, e quello deforme verrà tenuto per l’appunto in una scatola dall’altro. Uniti da un vincolo di sangue e probabilmente anche da un legame mentale speciale, tra i due si cra un rapporto strano. Arrivati a New York da poco, i due fratelli hanno tutta l’intenzione di vendicarsi dei dottori che li hanno separati, uccidendoli. Ma la situazione si complicherà molto, quando il fratello sano si innamorerà di una ragazza, risvegliando così nell’altro una serie di risentimenti, e portando ad un tragico epilogo la loro storia.

Il film è una piccola produzione low budget, che è ambientata per la maggior parte in ambienti interni, spogli e poco curati, la fotografia è sporca, cupa senza però fare ricorso a grandi giochi di luce e ombre, e il montaggo è abbastanza classico, senza particolari angolazioni di ripresa o trovate particolarmente originali. Il vero elemento visivo caratterizzante la pellicola è la forte connotazione gore che il film possiede. Il gemello deforme è un mostro orribile, che per il periodo in cui è stato realizzato e tenuto conto del budget risicato, fa comunque la sua figura. Certamente, se pensiamo alla Cosa di Carpenter, viene meno qualsiasi elogio agli effetti speciali, ma stiamo anche parlando di due produzioni, economicamente molto ben distanti, l’una dall’altra. Basket Case, nonostante i difetti evidenti, è un diventato un cult-movie, giocando molto sulla presenza di questo orribile essere, immaginabile e inquietante, che nel pubblico genera sicuramente sentimenti di disgusto ma anche di curiosità: perchè alla fine per quanto mostruoso, nel nostro inconscio ricordiamo che è un gemello, quindi comunque un essere umano. Henenlotter ha saputo giocare con la nostra stessa curiosità e morbosità, perchè probabilmente molti di noi si saranno chiesti durante il film, se esistono o meno casi del genere nella realtà, e la visione del film, solletica per tutta la durata, lo spettatore e gli permette di poter avere questi pensieri, che altrimenti sarebbero “quasi” malati.

Successivamente, forte di una eco che questo film ha suscitato nel pubblico e nella stampa specializzata, Henenlotter realizza nel 1988, Brain Damage, probabilmente meno conosciuto ma sicuramente qualitativamente superiore. Elmer è una creatura orrenda, viscida, una specie di cervello vivente. Vive a New York, insieme a una coppia di anziani coniugi che per nutrirlo gli offrono dei cervelli di animali. Ma Elmer, un giorno sfugge al controllo e si rifugia a casa di brian, un giovane ragazzo e instaura un rapporto simbiotico con lui. Iniettandoli una sostanza direttamente nel cervello, rende Brian dipendente da lui, e in cambio si fa offrire i cervelli di persone che Brian deve portargli in casa. Brian, sempre più dipendente e in preda alle allucinazioni che la sostanza che Elmer, gli inietta nel cervello, gli procura, decide alla fine di porre fine al susseguirsi di omicidi e scappa nei bassifondi di New York, con Elmer, nella speranza di morire e di ucciderlo.

bdcover

Il film gode di un budget leggermente superiore e di effetti speciali gore molto più credibili. Molto ci sarebbe da dire su questa pellicola che è una metafora della dipendenza dalle droghe. Ma quello che a noi interessa particolarmente è segnalare la cifra stilistica ormai chiara di Henenlotter: predilizione per ambientazioni in interni, una messa in scena poco curata, personaggi poco caratterizzati e sempre dipendenti da qualcosa o qualcuno, la presenza di mutazioni genetiche e deformità anomale, un piano di lettura in chiave sessuale tra cui un richiamo ambiguo e velato a rapporti di natura incestuosa e peggio ancora, anche contronatura e infine, la costante presenza di effetti speciali gore. Nel 1990 gira il seguito di Basket Case, che sembra in qualche maniera citare un prestigioso film degli anni 30, FREAKS, e riesce pure a girare Frankenhooker, un film che rimanda invece a Frankenstein. Nel 1992 invece, porta a termine la trilogia di Basket Case, con il capitolo, “Progeny”.

frankenhooker

Dobbiamo attendere il 2008, affinchè torni alla regia e ci regala Bad Biology, un film che riprendere molti dei temi sopra citati. La storia, molto gore e splatter è anche una commedia stravagante, con una protagonista fuori di se, ninfomane e con dei grossi problemi di natura sessuale e pure riproduttivi.

Ad oggi, non ci viene segnalato nessun nuovo progetto in corso di opera.
Henenlotter rimane un regista poco prolifico ma molto coerente con i temi che fin dall’esordio, ha saputo trattare, rendendo il pubblico complice della sua personale visione “horror” dei rapporti umani, specialmente quelli legati alla sfera sessuale.

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Il film ebbe un enorme successo, grazie a il passaparola e