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YELLOWBRICKROAD

     Posted on ven ,29/07/2011 by admin

Aiuto! stavolta stavo per crederci. Stavo per apprezzare questa pellicola, me la stavo godendo, quando improvvisamente dopo i primi venti minuti, sono franate le speranze, inesorabilmente minuto dopo minuto, fino all’epilogo finale, che mi ha dato il colpo di grazia. Che delusione, che false aspettative aveva riposto in me il film.

Sto parlando, come si evince dal titolo del post, di Yellowbrickroad, (il titolo allude alla strada di mattoni gialli, che compare nel romanzo per bambini, “Il mago di Oz”). Il film girato nel 2010 da Jesse Holland e Andy Mitton è interpretato da attori piuttosto sconosciuti, fatta eccezione per i fratelli Cassidy e Clark Freeman, noti al pubblico prettamente americano, per le loro partecipazioni come guest stars in diversi serial televisivi.
La regia invece è un esordio nel lungometraggio da parte di entrambi. Mitton aveva già girato un corto nel 2006 (MIssing Persons).

Vengo subito ai nodi nel pettine: il plot narrativo parte bene, con un gruppo variegato di persone che decidono di documentare con il video, con l’audio e con i semplici quaderni, come tanti anni fa, la loro ricerca verso una città fantasma americana, spersa nei boschi, che negli anni quaranta è stata oggetto di un accadimento misterioso che ha portato all’estinzione totale degli abitanti del posto. Senza, ovviamente, che sia mai stata trovata una ragione a tale scomparsa.

Il gruppo parte per i boschi, alla ricerca di questa fantomatica città, ma “presto” iniziano segni di follia tra i partecipanti, che porteranno al massacro il gruppo intero. Ora, per inciso, il presto tra parentesi è un pò ironico, infatti ho aspettato la bellezza di 40 minuti prima che ci fosse un pò di azione, per poi aspettare ancora venti minuti afifnchè l’azione fosse più o meno continua. Il problema del film è proprio questo. Si muore di noia. Una noia infinita, senza neanche la possibilità a un certo punto di poter svelare i misteri che si celano dietro a tutto quanto, perchè proprio questi misteri sono terribilmente noiosi.

Devo essere onesto, il film non mi è piaciuto per niente. C’erano tutte le basi per poter realizzare una pellicola interessante, ma il duo di registi ha soltanto accozzato senza amalgamare come si deve, storia, personaggi, attori, atmosfera e azione. Tutto slegato, senza capo ne coda. Per favore, l’unico yellowbrickroad che merita è leggere il Mago di Oz.

ATTACK THE BLOCK

     Posted on mer ,13/07/2011 by admin

Attack the Block è un film commerciale per un pubblico vagamente più teenager che adulto. Diretto nel 2011 da Joe Cornish, il film è una produzione inglese e si svolge in un block di londra. I block sono enormi edifici separati in piccoli appartamenti, tipici della periferia inglese e americana. Solitamente sono considerate case “popolari” dove più facilmente si raduna quella parte della popolazione meno abbiente e culturalmente più povera. Il film narra l’invasione di alcuni alieni piuttosto cattivi e affamati, e di come un gruppo di teppistelli di strada, cercherà di difendere il proprio block da loro. Fotografia notturna molto ben curata, montaggio classico e un uso dell’obiettivo corretto e senza grossi virtuosismi. Il film non è certamente un capolavoro e non segnerà la fantascienza moderna ma è un godibile film sulla scia dei numerosi film di fantascienza che negli ultimi treo o quattro anni hanno raccontato di improbabili invasioni sulla terra.

RAZORTOOTH

     Posted on sab ,14/05/2011 by admin

Razortooth, ovvero come affidarsi alla computer grafica per realizzare un serpentone dal muso più antiestetico che si sia visto e poi sottoporre i poveri attori della malcapitata pellicola alla sua implacabile voglia di uccidere e mangiarseli per bene.

Un film americano, che si iscrive di diritto in un neo-filone di bestioni enormi, realizzati in computer grafica, di cui cito solo per dovere di cronaca e non per meritato onore, uno dei capostipiti, La maledizione di Komodo, 1999, al quale affianco poi più per piacere di elencazione che per altro, “Komodo vs Cobra”, 2005, e il televisivo Croc del 2007. La regia di Razortooth fu affidata a Patricia Harrington, di cui abbiamo perso le tracce proprio dopo questo film, suo esordio, dietro la cinepresa…

La trama in questi film è quasi sempre uguale: un manipolo di avventurieri o scienziati si ritrovano a combattere queste creature, nate da esperimenti falliti miseramente o risultati di armi biologiche sfuggite al controllo umano. Una prima parte in cui di solito i protagonisti si dividono tra quelli che hanno capito con che cosa hanno a che fare (e probabilmente si chiedono perchè hanno accettato di fare questi film…) e quelli che invece scettici, finchè non vengono aggrediti e privati di qualche parte del corpo non si arrendono all’evidenza del mostro gigantesco.

Curiosa la variante sui ragni giganti in montagna, dal titolo Ice Spiders e girato da un grande regista degli anni ottanta come Tibor Takacs, caduto piuttosto in basso con questa pellicola oscena.

DEAD END

     Posted on dom ,21/11/2010 by admin

Torniamo a scrivere di un altro film inedito (qualcuno mi potrebbe smentire?) dopo alcuni giorni di pausa, serviti a guardare films dopo films…

Dead End è un film di Jean Baptiste Andrea e Fabrice Canepa. I principali interpreti sono il noto Ray Wise e Lin Shaye. I due registi di origine francese hanno esordito insieme con questa pellicola. Di Canepa si sono perse le tracce nel mondo dello spettacolo, mentre Andrea ha realizzato un secondo film nel 2006, Big Nothing. Ray Wise, invece, direi che è un grande attore televisivo, spesso relegato in ruoli comprimari. Ricordo tra le sue partecipazioni le serie televisive “24″, “madmen” con ruoli fissi e apparizioni in numerosissimi film televisi ed episodi di serial (CSI, Star Trek Voyager, ecc). Per il grande schermo ha lavorato con minore frequenza. Era nel cast di Robocop, del 1986, Fuoco Cammina Con Me, del 1992, e ultimamente in Jeeper Creepers 2 e in Good Night And Good Luck, interpretato tra gli altri da George Clooney.

Dead End, realizzato nel 2003, racconta di una famiglia, apparentemente la classica famiglia americana, che nel periodo natalizio, si reca a trovare la matrigna di ray wise. Durante il viaggio, si iniziano a delineare le geometrie familiari, le antipatie, la gerarchia familiare, i vizi e le virtù, poche quest’ultime. Ma dopo qualche decina di minuti, i protagonisti vengono gettati in un incubo, all’apparenza senza senso, senza motivazioni. Tutto inizia con un passaggio offerto ad una donna, vestita di bianco con un neonato in collo. E poi compare una macchina nera, che semina la morte… Alla fine ci sarà un colpo di scena…

Il film parte molto male, direi… lento, noioso, non induce davvero lo spettatore ad appasionarsi alle vicende dei protagonisti. Poi però, dopo oltre metà pellicola, ci troviamo coinvolti seriamente nella storia, e anche se molte connesioni logiche su cosa stia accadendo e perchè sembrano davvero senza un senso logico, la storia diventa molto partecipativa. Il colpo di scena finale è l’elemento finale che riesce a dare un senso a tutta la storia e alle vicende che colpiscono i protagonisti.

Sceneggiatura con diversi problemi risolta alla fine, una recitazione buona, un ottima prova per Ray Wise, una direzione fotografica dignitosa senza particolari eccessi. Pochi effetti speciali, direi anzi assenti. Ottima la scena del cervello scoperto di una dei protagonisti. Il film nel suo insieme ha un sapore vagamente televisivo ma resta talmente interessante che una sua visione è assolutamente consigliata.

SLUMBER PARTY MASSACRE 2

     Posted on dom ,14/11/2010 by admin

Girato nel 1987 da Deborah Brock, regista con soli tre film in portfolio, di cui questo è l’esordiente, SPM 2 vede come protagonista Crystal Bernard, la giovane attrice che interpretava la protagonista del primo episodio (per intenderci la ragazzina vestita come una giocatrice di tennis). La trama è abbastanza semplice e prevedibile…

La giovane Courtney è una studentessa che ha problemi a dormire. Infatti continua a fare orribili incubi in cui rivive l’esperienza della morte degli amici, uccisi anni prima dal maniace del primo film. La sua vita si divide, quindi, tra la notte piena di incubi e il giorno in cui va a scuola e suona in una rock-band. Arriva presto un week end in cui lei e il suo gruppo devono andare a suonare lontano da casa, e nonostante l’apprensione della madre, Courtney riesce ad ottenere il permesso di andarci. La sorella di Courtney, nel frattempo, scopriamo essere rinchiusa in un ospedale psichiatrico a causa del trauma subito nel primo film.
Le ragazze arrivano al campus dove si terrà la festa, e l’atmosfera comincia a farsi misteriosa… La protagonista inizia ad avere sempre più frequentemente incubi a occhi aperti, e le amiche e i fidanzati arrivati per far loro compagnia, cominciano a guardarla come fosse una pazza. Poi all’improvviso tutto precipita, arriva un pazzo vestito di pelle e borchie e con una chitarra con la punta a trapano, ammazza nel giro di 10 minuti tutti quanti eccetto Courtney che ne esce fuori effettivamente pazza.

Il film è nettamente inferiore al primo capitolo. Innanzitutto, l’aspetto narrativo non regge il confronto. I nessi logici sono praticamente assenti. Assistiamo all’arrivo dell’assassino dal nulla, il quale si presenta come un cantante rock fallito che va a giro con una chitarra assassina e a un certo punto si mette pure a ballare. Di conseguenza anche la tensione e l’atmosfera stessa perdono qualsiasi connotato angoscioso per svelare solo un film commedia horror che si fregia del titolo di seguito del ben più pensato e interessante primo capitolo.

Non credo di poterlo consigliare.

SEMUM

     Posted on ven ,12/11/2010 by admin

Hasan Karacadag è un giovane (34 anni) regista turco. Semum è il suo secondo lungometraggio horror. Girato nel 2008, dopo il trionfo di D@bbe, una pellicola del 2006, sempre horror, low budget, che in turchia ha minacciato seriamente di arrivare al primo posto al botteghino, Semum è giustamente il passo successivo che un esordiente bravo può fare e anzi…merita di fare.

Semum è la storia di un esorcismo, che deve essere fatto alla protagonista, vittima di un maleficio d’amore da parte di un amica, non molto contenta del matrimonio tra la vittima e un giovane uomo. Il film mescola molte idee, a partire dall’esorcista di Friedkin fino a trovate che possono ricordare pellicole più recenti. Il demone che si impossessa del corpo della protagonista, viene furbamente mostrato spesso, sia che si aggiri per la casa dei protagonisti, sia quando a un certo punto verso la fine, il santone chiamato a esorcizzare la poveretta, viene risucchiato nella dimensione dalla quale il demone è stato evocato.

Ovviamente il lieto fine c’è, ma c’è anche la punizione che la cattiva di turno si merita.

Se la trama non è esattamente originale, mi è piaciuto però vedere l’incontro della cultura horror europea occidentale e la cultura horror turca, con le sue tradizioni e la religione ovviamente diversa, in un mix che rende la pellicola per noi, avvezzi a film con budget ed effetti speciali pazzeschi, sicuramente un tantino ingenua e artigianale, ma comunque diversa da come un film low-budget americano o europeo avrebbe svolto il tema…

L’unico vero neo è l’uso di una computer grafica molto scadente. E qua il gap tra l’industria americana e dell’unione europea con la turchia è davvero evidente.

Per chi ama l’esotico.

HANGER

     Posted on dom ,07/11/2010 by admin


Aiutoooo!!! Aiutooo!!! Allora esistono davvero!!!

di cosa sto parlando? di film davvero orrendi e improponibili. Hanger è proprio uno di questi. Comincio subito con la storia: tre improbabili prostitute (brutte, sfatte e una pure incinta) si stanno guardando un orrendo film horror in tv. La porta della loro stamberga viene sspalancata ed entrono due tipi poco raccomandabili. Iniziano una serie di dialoghi improbabili. Loro voglionoi dei soldi, quelle non sono in grado di darglieli…e ci credo, visto la bruttezza, sarà difficile che qualcuno paghi per fare sesso con loro…
I due ce l’hanno tanto con quella incinta, ma così tanto da ammazzarla e strapparle il feto dalla pancia e buttarlo nella spazzatura.

Un barbone compie la buona azione quotidiana e salva il feto, crescendo questo piccolo mostro (già…non si sa perchè ma il bambino cresce con il viso deturpato, un brutto mostro…) il quale si fa degli amici altrettanto orribili e tutti quanti pensano solo al sesso e a farsi qualche bella ragazza (per altro non presenti nel cast….). Nel frattempo si intrecciano le vicende di chi ha ucciso la mamma del bruttone e di altre persone trascinate in un vortice confuso di violenza e sopratutto di cattivo gusto.

Il regista di questo abominio è Ryan Nicholson, e ai pochi che frequentano questo genere di film spazzatura, forse verrà in mente Pasto Umano, una pellicola non tanto diversa, realizzata nel 2006 (Live Feed). In questo film abbiamo: una sceneggiatura inesistente, degli attori non professionisti, ma che probabilmente neanche sapevano che stavano girando un film horror, location indefinibili, una direzione della fotografia fatta in casa e la lista delle brutture potrebbe continuare all’infinito.

Unica nota per i più accaniti, un cameo all’inizio del film di Lloyd kaufman nel ruolo di una vecchina trans prostituta. Viva il buon gusto!

AFTER DARK ORIGINALS

     Posted on sab ,06/11/2010 by admin

After Dark Films è la casa di produzione indipendente nata nel 2006 grazie ai film-maker Courtney Solomon e Hoang Kong e finanziata dal magnate Allan Zeman. La prima pellicola sfornata, nel 2006 fu “An american haunting” con Donald Shuterland e Sissy Spacek. Ottenne in america un guadagna di 17 milioni di dollari al botteghino, e rivaleggiò diverse settimane con Mission Impossible 3 per il numero di schermi che trasmettevano il film, ben 1700 e più.

Successivamente fu stretto un importantissimo accordo con la Lionsgate, una casa di distribuzione che affidò all’After dark, la distribuzione nei cinema e si occupò direttamente della distribuzione home video, pay tv e poi fu la volta del bellissimo “8 films to die for”, un festival che si tiene in america per un week end, con la presentazione di 8 film horror, solitamente di provenienza indipendente. Adesso After Dark ha creato gli Originals, decidendo di proporre 7/8 film inediti, studiati dal concept fino alla post-produzione proprio dalla After Dark Films. I film vengono affidati a esordienti o quasi. I primi titoli realizzati sono Husk e Seconds Apart, attualmente entrambi in fase di post-produzione.

Husk, ha molti punti in comune con Scarecrows, parla di un gruppo di teenagers che si ferma per un guasto alla macchina, presso una fattoria infestata da spiriti demoniaci…

Seconds Apart invece è la storia di due gemelli con poteri paranormali, decisamente cattivi e disposti all’omicidio senza tanti scrupoli. Ma come accade nella tradizione dei gemelli al cinema, alla fine si metteranno uno contro l’altro.

gli altri film in programmazione e al momento in fase di lavorazione sono: Re-Kill, Prowl, Scream of the banshee, Fertile Ground, The Task e Area 51.

GRAVE ENCOUNTERS

     Posted on ven ,05/11/2010 by admin

Vi segnalo con estremo anticipo una pellicola, che sta per uscire in america, generata dal successo di Paranormal Activity e Blair Withc Project. Si tratta di Grave Encounters, diretto dai “The Vicious Brothers”.

La storia racconta le vicende di una troupe televisiva che si occupa di documentare, a mo’ di reality, luoghi infestati da fantasmi o presunti tali. Per un episodio decidono di rinchiudersi dentro un vecchio ospedale psichiatrico abbandonato, noto per una grande attività paranormale. Sarà l’inizio di un vero viaggio dentro l’inferno.

Il film è diretto da un non meglio identificato duo “i fratelli vicious”, esattamente al loro film d’esordio.
Si potrebbe rivelare un interessante variante sul tema fantasmi…

NIGHT OF THE DEMONS

     Posted on gio ,04/11/2010 by admin

Night of the demons è un remake del 2009 di una precedente pellicola del 1988, che vedeva tra i vari protagonisti una veterana, tra le scream queen, la ex-porno attrice Linnea Quigley, che in quella pellicola (diretta da Kevin s. Tenney, che esordì con Spiritika) aveva il piacere di mostrarci come infilarsi uno stick di rossetto dentro un capezzolo.

Purtroppo la pellicola del 2009 è probabilmente un film inferiore. Si apre con un prologo, virato in seppia, effetto film del muto, con una giovane donna che si impicca talmente violentemente da staccarsi la testa. Ma poi tutto questo è letteralmente interrotto e sconfessato da un salto nel tempo di ben 85 anni, riportando ai giorni nostri la vicenda. Vicenda, che a guardare il gruppo di attori e sopratutto attrici reclutate, è piuttosto scadente. Diretto da Adam Gierasch e avendo protagonista Shannon Elizabeth (e pure Linnea Quigley in un piccolo ruolo). night of the demons ha il sapore di un videoclip musicale girato in fretta e senza badare troppo a certi particolari di secondo piano…come saper recitare, avere una sceneggiatura solida, e ricreare una atmosfera credibile per tutto il tempo necessario….

La trama: un gruppo di ragazze e ragazzi partecipa ad una festa di halloween che si svolge in una vecchia villa abbandonata (stesso luogo del prologo…). L’atmosfera è strana e chiaramente demoniaca… ma la festa è interrotta dalla polizia. Non tutti però se ne vanno e un gruppo resta chiuso dentro la villa. Piano piano, come un morbo contagioso, uno dopo l’altro si trasformeranno in mostri demoniaci assetati di sangue.
Ne sopravvive una, peraltro la meno sexy ma la più simpatica.

A favore di questa pellicola però ammetto che c’è un ottima dose di effetti splatter e i demoni sono molto ben fatti. Certo che sopratutto la prima parte del film pur godendo di ottimi effetti speciali è talmente improbabile da rendere vana la possibilità di trovare l’intera opera seriamente interessante.

Un film che consiglio a un gruppo di amici che hanno voglia di spaventare le proprie fidanzate una sera tardi…